*Destiny*
By Raffie
Viggo/Orlando - Slash - AU - Maybe a little OOC
(AU= Alternative Universe - OOC= Out Of Character)
Adventure/Angst/Romance (Avventura e Drammatico/Sentimentale)
Rating: Varia a seconda dei capitoli. G e PG o R fino
al cap. 4, poi probabilmente NC17.
FeedBack: siii per favore, vivo di commenti ;) A raffie@email.it
Riassunto: Due mondi che si scontrano e si incontrano,
due passati burrascosi, due vite da scoprire... sguardi,
decisioni. Un pirata e un ufficiale che il destino continua
a riportare sulla stessa rotta. Cosa deciderà per
loro? Sarà l'amore a sconvolgere le loro vite e rompere
i loro schemi, o sarà l'odio che appartiene ai loro
'titoli' che vincerà mettendo la parola fine?
Disclaimer: Come al solito non voglio insinuare
nulla sulle preferenze sessuali di Orlando Bloom e Viggo
Mortensen, tutto ciò che è scritto viene seeempre
dalla fantasia di una mente malata come la mia che legge
troppe fanfic in inglese, e non vuole offendere nessuno
dei due attori che hanno la loro bella vita, che non mi
appartiene. (E non mi appartengono neppure loro ssighh ^.-)
Li stimo moltissimo e non potrei mai offenderli. Inoltre
come capirete immediatamente questa FanFic è una
AU, ossia ambientata in un'universo inventato, che vede
i nostri due (anzi tre, poi vedrete chi ;)) in ruoli che
non gli appartengono!
Mi scuso in anticipo se non sarò precisa usando i
termini marinareschi, ma è una FF no ;))?
Potrei essermi anche inventata qualcosa sugli ufficiali
per esempio (commodoro non mi piaceva :P), o sui nomi delle
navi (le mie conoscenze si limitano a sotto coperta, prua
poppa, ponte e cose del genere LOL ^^' ) o cose simili.
Siate comprensivi e usate la fantasia ;)
Le ambientazioni, la cronologia e l'ispirazione si devono
a "Pirates Of The Caribbean", anche se
dovete dimenticarvi Will Turner e Jack Sparrow: si parla
di Viggo e Orli, stop ^.^
Grassie come sempre a Caia e Ginny che sono le mie adorate
Beta :D, e a tutte le Blooming che mi commentano e consigliano
:))
Intro -
Capitolo 1
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Rating: G, PG per il linguaggio
Correva nella confusione, con la sua solita agilità
felina, e assaporava ogni attimo... adorava questi rumori,
le spade una contro l'altra, e l'odore del mare... Il vento
sulla faccia, e sul suo petto mentre attraversava la camicia
aperta... le due estremità della fascia che aveva
sulla testa correvano dietro di lui scosse anche loro dal
vento... si sentiva libero, come dopo ogni battaglia. Aveva
quasi impugnato la corda per tornare sulla sua nave, come
la maggior parte della sua ciurma, quando venne distratto
da un'urlo. Quando si voltò, si accorse che la scena
che vedeva poco più in là non gli piaceva
affatto: due dei suoi stavano tenendo fermo un'uomo, mentre
altri lo prendevano a pugni minacciandolo. Non erano questi
gli ordini, il suo capitano non permetteva queste cose...
erano pirati, ma dovevano salire su quella nave solo per
portarsi via il carico i soldi e quant'altro, non mettersi
a giocare con i marinai o fare volontariamente del male
a qualcuno. Strani pirati? No, solo il loro codice d'onore...
Scosse la testa, non sapeva se intervenire, in fondo non
erano affari suoi. Altra regola, non impicciarti negli affari
altrui e campa 100 anni.
Ma quando si voltò di nuovo per non guardare, anche
se indeciso sul da farsi, la sua attenzione venne richiamata
nuovamente da un'altro urlo di rabbia. Proveniva da un'altro
uomo, in ginocchio di fronte al primo, tenuto fermo da altri
per le spalle e con una mano sui capelli, mentre si dimenava
e urlava qualcosa. Sembrava uno degli ufficiali, a giudicare
dalla divisa.... fù come se il tempo si fosse fermato
per un'attimo, perchè in quel momento non sentì
più nulla se non quella voce roca, e non vide altro
attorno se non il suo volto, i capelli lunghi, quello sguardo
profondo in cui c'era tutto quel fuoco, quella rabbia...
sentì un brivido lungo la schiena, ma cosa cavolo
stava pensando?? I rumori tornarono d'improvviso e fù
lì che si accorse che avevano appena puntato una
pistola sulla tempia di quello che stavano picchiando poco
prima, e uno dei suoi era pronto a premere il grilletto.
No, adesso era troppo! In un attimo, senza che quasi nessuno
se ne accorgesse, era tornato indietro ed era saltato addosso
al pirata togliendogli la pistola dalle mani.
"Ey ey!! Che diavolo state facendo qui?!?!"
Si era adesso spostato dietro all'uomo inginocchiato, mentre
l'altro che era di fronte lo guardava terrorizzato, con
gli occhi sbarrati, e il pirata si riavvicinava dopo essere
stato spinto via, parlandogli scocciato.
"Cosa vuoi ragazzo, questo tizio si è messo
sulla nostra strada mentre tornavamo alla nave. Ha bisogno
di una lezione no?!"
L'uomo inginocchiato parlò di nuovo facendogli passare
un'altro brivido lungo la schiena.
"Lasciate andare mio fratello e prendetevela con me!!!"
Il tizio che lo stava tenendo per i capelli gli diede uno
scossone e alzò la mano pronto a dargli il manico
della pistola sulla faccia, mentre il fratello, cercando
di liberarsi seppur indebolito dai pugni di prima, urlava
"No!!! Viggo!!!"
Ma con un gesto fulmineo il braccio del ragazzo si pose
tra il volto dell'ufficiale e il braccio del pirata.
"Per lezione intendi una bella pallottola nel cervello?!
Adesso basta. Sapete quali sono gli ordini del capitano.
Abbiamo preso quello che dovevamo prendere, si torna a bordo!!!
A loro ci penso io."
Uno dei pirati si avvicinò minaccioso al giovane
"Chi cazzo credi di essere ragazzo?!!"
Il marinaio davanti a lui, che guardava la scena, sgranò
gli occhi ancora di più... sembrava davvero un ragazzino,
come poteva mettersi contro tutti gli altri? Ma il giovane
pirata prese per un braccio quell'altro con uno sguardo
che avrebbe potuto uccidere all'istante, reso ancora più
profondo dalla riga nera che contornava i suoi occhi.
"Hai dimenticato chi comanda quando il capitano non
c'è, Criss???"
L'altro grugnì qualcosa mentre veniva spinto via,
e i restanti lasciarono la presa sui due uomini. Sia l'ufficiale
che l'altro spalancarono gli occhi... doveva essere il secondo
del capitano, o qualcosa del genere dunque... dalla padella
alla brace!
Il giovane si avvicinò all'uomo inginocchiato, parlandogli
all'orecchio e premendo comunque sul grilletto della sua
pistola "Ok... Adesso..."
Il fratello aveva gli occhi sbarrati e sussultò respirando
velocemente, ma quando stava per dire qualcosa per interrompere
il pirata, Viggo intervenne parlando con rabbia "Lascia
andare mio fratello! Lascia andare lui e prenditela con
me..." Poi aggiunse, quasi sussurrandolo, a denti stretti,
con una voce che si sforzava di essere una supplica, ma
era uscita un pò forzata "Ti prego..."
Il giovane rispose chinandosi e mettendogli le mani sulle
spalle, sussurrandogli nell'orecchio
"Non si dice MAI 'ti prego', amico... prendilo come
un consiglio... le loup meurt sans jeter un crie... Gémer,
pleurer, prier, est lache...." [*]
[Trad: Il lupo muore senza lanciare un grido... gemere,
piangere, pregare, è vile (è debolezza)]
L'ufficiale sentì un brivido corrergli lungo tutto
il corpo, sentendo quella voce sussurrargli nell'orecchio,
e non era certo per il francese... L'odore di mare e di
Rhum che sentiva sulla pelle del ragazzo dietro di lui lo
aveva portato per un secondo fuori dalla realtà,
ma riaprì immediatamente gli occhi, spostandosi con
uno scatto. Ma che aveva quella voce da... Doveva salvare
suo fratello!! Maledetti bastardi, perchè non se
la prendevano con lui!! Sapeva com'erano i pirati, probabilmente
li avrebbero uccisi entrambi, ma lui doveva almeno provare...
cercando di trattenere la rabbia che bruciava aveva faticosamente
tirato fuori quella supplica, e ancora quell'uomo giocava
con le parole. Maledetti, maledetti pirati... Non aveva
visto il volto della persona che aveva fermato il colpo
che avrebbe ucciso Sean, alle orecchie gli era arrivata
solo la voce. E non aveva dubbi, sentendo il freddo della
pistola sulla sua fronte, riguardo al fatto che non era
diverso dagli altri nonostante li avesse fermati dall'uccidere
suo fratello.
"Stavo appunto dicendo... comunque... che non me la
prendo con nessuno, adesso voi state qui buonini buonini,
e tu non ti volti... noi ce ne andiamo, e nessuno si fa
male... comprendi?" (NdRaffie: non ce l'ho fatta ahah
dovevo metterci il Savvy del caro vecchio Jack!!! ;))
L'ufficiale sembrava stupito, ma annuì con la testa.
L'altro riparlò "No, no, voglio sentirti...
su, un'accordo è un accordo, giusto?" Allora
rispose "Daccordo, ho detto daccordo."
Mentre il ragazzo parlava fece cenno con la mano ai suoi
uomini di allontanarsi, poi infilò la pistola nel
davanti dei suoi pantaloni, tenuti dalla cintura nera, con
un gesto deciso. (NdRaffie: No Raffa respira e non pensare
a joe byrne di Ned Kelly... arf *.*) Quando si voltò
si accorse che doveva muoversi perchè era rimasto
l'ultimo indietro. Correndo salì sul bordo della
nave, di nuovo pronto a saltare, afferrando la corda che
penzolava, quando dei passi veloci e il rumore di un grilletto
lo fermarono ancora.
Alzò gli occhi al cielo, cosa c'era ancora?
L'ufficiale era arrivato rotolando a raggiungere una pistola
per terra, e ora lo voleva fermare a tutti i costi. Maledetti
pirati, era il ritornello nella sua testa, almeno uno doveva
riuscire a prenderlo, non poteva perdere in questo modo.
"Non muoverti o sparo!!!"
Il ragazzo non si voltò, tenendo comunque salda la
corda che avrebbe dovuto portarlo a bordo della sua 'Evil
Destiny'. "Bene, bene, bene... ecco perchè odio
la marina! Salva il culo ad un ufficiale e al suo fratellino,
che loro ne saranno riconoscenti... avete uno strano concetto
di onore!!" Parlava con sarcasmo, senza voltarsi.
"Parli tu di 'Onore'?!? Sei un *PIRATA*!!!"
"E con questo?!? " Ruggì il giovane, quasi
urlando con tutta la forza che aveva in corpo, sempre dandogli
la schiena e senza muoversi, stringendo la mano con forza
sulla corda ruvida che era la sua unica via di fuga, trattendendosi
solo un pò per non lasciarsi sopraffare del tutto
dalla furia, altrimenti avrebbe fatto qualcosa di stupido
e si sarebbe preso una pallottola da qualche parte. Aveva
un bel coraggio questo tipo, a insinuare che non aveva onore
solo perchè era un pirata!!! Chi stava mancando alla
parola data? Avrebbe dovuto saperlo che doveva farsi gli
affari suoi, e non fidarsi soprattutto... Glielo rinfacciavano
sempre, a lui e a suo padre, che questo loro 'codice d'onore'
prima o poi li avrebbe fregati...
Ma una terza voce si inserì nella scena.
"Viggo... Viggo lascialo andare... mi ha salvato la
vita in fondo..."
Ma l'altro non sembrava convinto
"Sean, levati! Già dobbiamo rendere conto di
essere stati battuti e di aver perso tutto, non possiamo
arrivare a mani vuote!!! E poi è quello che facciamo,
è in nostro dovere. Se ne abbiamo uno prima o poi
verranno gli altri a salvarlo, o comunque potrebbe portarci
al loro covo, e noi dobbiamo riprenderci il carico e fermarli."
"Non vi porterò da nessuna parte in nessun caso,
caro il mio *ufficiale*... ma sarebbe comunque difficile
farlo con una corda al collo, comprendi??" sbottò
sarcastico il ragazzo.
Sean abbassò la pistola cercando di fare ragionare
Viggo "Lo impiccherebbero la mattina dopo Viggo...
è un pirata ma gli dobbiamo la vita no?"
Viggo si fermò a riflettere... è vero che
il ragazzo aveva salvato la vita di suo fratello e probabilmente
anche la sua, ma era un *pirata*, chissà per quale
proprio interesse l'aveva fatto?! E soprattutto era suo
dovere catturarlo, recuperare il carico, servire il suo
stato... Maledizione però era anche vero che la legge
parlava chiaro, la punizione per la pirateria era l'impiccagione
immediata...
Non c'era più molto tempo, i passi degli altri erano
sempre più vicini, e in un'attimo sul ponte non sarebbero
più stati da soli... Doveva fare presto...
Sentendo che l'ufficiale aveva allora gettato la pistola
in terra con un sospiro, il giovane si preparò al
salto, sollevato, e si voltò velocemente di lato,
dove trovò solo Sean sulla sua visuale, e con un
sorrisino gli rivolse poche parole "ok amico, un pirata
non ringrazia, ma non dimentica nemmeno." Sean comprese
e annuì con la testa, anche se era tentato di sapere
chi era quel ragazzo... "A chi devo..."
L'altro rispose mentre stava cominciando a saltare "Bloom.
Non il capitano, ma pur sempre un Bloom amico, comprendi?
Non fare quella faccia, non è così terribile,
mi chiamano anche Orli!" Gli fece l'occhiolino, piegando
un pò la testa mentre il vento gli scompigliava i
capelli trattenuti solo dalla fascia scura. Sapeva che la
bocca spalancata e gli occhi sgranati dell'altro erano sicuramente
causati da quella rivelazione...
Il figlio del terribile Capitano Bloom, che dicevano non
lasciasse nulla sulla sua strada se non scie di sangue e
morti, con la ciurma più terribile di tutti i mari,
che non lasciava prigionieri e torturava le sue vittime.
A volte le voci corrono più veloci della realtà
evidentemente, perchè il ragazzo che avevano davanti
aveva dimostrato che non era nulla di tutto ciò....
Viggo era rimasto ancora più sconvolto del fratello...
aveva guardato questo Orli saltare con uno scatto felino,
mentre le braccia si tenevano salde alla corda, con le gambe
agili avvolte nei pantaloni stretti, una avvinghiata alla
corda e l'altra penzolante nel vuoto. Ma non era riuscito
a guardarlo bene in faccia, aveva solo per un attimo incrociato
il suo sguardo prima che saltasse, nulla di più,
così poco che non sapeva se una seconda volta avrebbe
riconosciuto il suo volto... la sua voce, quella sì.
E lo guardava ancora, mentre volava fino alla sua nave,
con la camicia bianca che si spostava col vento, urlando
qualcosa agli uomini sul ponte... saltava, e con una capriola
si rimetteva in piedi in un'attimo.
"Ti riprendo prima o poi, Bloom..."
Ma era davvero perchè rivoleva il suo carico, e la
sua rivincita, oppure perchè si era stupito per come
il ragazzo, nonostante fosse un pirata, li avesse salvati
e avesse quindi destato il suo... interesse? Non lo sapeva
davvero.
Prima ancora che Viggo riprendesse il filo dei suoi pensieri,
e si ricordasse di quanto fosse furioso per quello era successo,
e prima ancora di capire se stava provando odio o curiosità,
gli altri si stavano riprendendo intorno a lui e si avvicinavano
parlottando per constatare i danni ricevuti, e la nave pirata
era sparita nella nebbia.
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[*] Nota: La frase in
francese di Orli è tratta da una poesia di Alfred
DeVigny, chiamata "La mort du Loup", sullo stoicismo.
Traduzione: Il lupo muore senza lanciare un grido...
gemere, piangere, pregare, è vile (è debolezza).
([...]Refermant ses grands yeux, le loup meurt sans jeter
un cri.[...] Gémir, pleurer prier est également
lâche. Fais énergiquement ta longue et lourde
tâche Dans la voie où le sort a voulu t'appeler,
Puis, après, comme moi, souffre et meurs sans parler.)
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