Il tuo corpo mai
By Caia
Viggo/Orlando - Slash
Angst/Romance (Drammatico/Sentimentale)
Rating: Per tutti, comunque varia a seconda dei capitoli
Feedback: amerò chiunque mi scriva *.* caia@email.it
Riassunto: Ciò che la disperazione e l'incomprensione
in amore possono portare a fare....
Disclaimer: Premetto che non so scrivere le disclaimer
comunque devo solo dirvi che
1: non posseggo orlando e viggo
2: non insinuo nulla sulla loro sessualità
3: compatite la mia mente malata e abbiate pietà
di me ;)
Grazie alla mia beta adorata (Raffie) per aver betizzato,
e alle mie blooming per il sostegno...vi voglio bene =*
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Sedeva immobile in macchina. Fuori, in quel paese straniero,
pioveva a dirotto ma a lui non importava... Quel cielo triste
rifletteva solo la sua anima disperata e i suoi pensieri
ormai senza senso... Era arrivato in Italia il giorno prima,
per le ultime riprese in interni di Troy... La produzione
aveva avuto grossi problemi a concludere il suo lavoro a
Malta e così si era trasferita in quella piovosa,
triste, stupenda città.....Milano... Le guglie del
Duomo si stagliavano contro il cielo, indicandogli dove
avrebbe voluto stare ora che la sua vita non aveva più
senso. Viggo l'aveva lasciato senza una spiegazione "Forse
perchè non riesco più ad amarti" aveva
gridato mentre sbatteva la porta del loro appartamento dopo
quell'orrenda lite... Sette parole, sette spade conficcate
nel suo cuore, sette punte acuminate che ancora gli penetravano
l'anima... Cosa diavolo era successo?? *Dove* aveva sbagliato??
Doveva smettere di pensarci, anzi doveva smettere di pensare.
Accese la radio, forse un pò di rumore diverso dall'incessante
scrosciare della pioggia l'avrebbe distratto... ma una musica
piena di dolore e di infinità invase il piccolo abitacolo..
parole straniere di cui non riusciva ad afferrare il senso.
Quella lingua così dolce e ritmica lo affascinava
ma non aveva ancora avuto modo di impararla.. "Le tue
mani mai..il tuo corpo mai..la tua mente mai più...
Il tuo nome mai..i tuoi occhi mai..la tua voce mai più"
C'era qualcosa in quelle parole ossessive, incalzanti, infinitamente
tristi... qualcosa che lo passava da parte a parte, rendendo
più acuto il suo dolore invece che alleviarlo...
Lentamente, come se a muoversi non fosse più lui,
portò la pistola che fino a quell'istante aveva spasmodicamente
stretto fra le dita, alla tempia "Addio...Meleth"
Come sabbia sei nel mio pensiero
aquila che ormai non ha più cielo
e cade in volo
[Cap
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