Il tuo corpo mai
By Caia
Viggo/Orlando - Slash
Angst/Romance (Drammatico/Sentimentale)
Rating: Per tutti, comunque varia a seconda dei capitoli
Riassunto e Disclaimer nel primo capitolo
Capitolo 2
------------
Erano passate ore... La pioggia era calata, aumentata e
di nuovo calata, la canzone era finita e altre cento avevano
infranto il silenzio dell'abitacolo... La mano di Orlando
era scivolata sul sedile, con la pistola ancora stretta
fra le dita: non aveva sparato. Non sapeva cosa gli era
preso e non capiva come fosse arrivato fino a quel punto.
Amava Viggo disperatamente, e proprio per questo motivo
non poteva essere così egoista da andarsene lasciandogli
mille eterni rimorsi... Oltretutto non era da lui farlo
in modo così melodrammatico! "Addio Meleth"???
Ma come gli era saltato in mente! Non stava mica davanti
alla macchina da presa! Finalmente spense la radio, mise
in moto e si avviò verso l'albergo: tutto ciò
che desiderava era una doccia bollente e un sonno senza
sogni.
********
Il suo corpo scolpito e muscoloso, intorpidito dal calore
dell'acqua, era mollemente adagiato sul soffice letto della
suite... I morbidi capelli ondulati ancora gocciolavano
formando pozzanghere e macchie umide sulle lenzuola.. ma
a lui non importava, voleva solo godersi quel momento di
pace assoluta. Un trillo interruppe l'atmosfera: "E
ti pareva" si disse a mezza voce.. Sollevò la
cornetta e il portiere di notte gli passò una chiamata
"Chi parla?" "Orli sono io" ... gli
si mozzò il respiro! ...quanto gli era mancata quella
voce roca e sensuale... gli pareva quasi di vedere le sue
labbra sottili, la barbetta incolta, la dentatura candida
"Amor...ehm..Viggo!!!!!!!!! Che succede??" ..cercava
di trattenere le lacrime che premevano sotto le palpebre..
provava un misto di gioia, speranza, paura, dolore: non
voleva illudersi perchè sentiva che non avrebbe retto
un'altra lama nel cuore "Orli io.. non lo so... io.."
l'uomo si mise a piangere sommessamente, e poi sempre più
forte mentre il ragazzo sconcertato tremava con la cornetta
in mano "Viggo parla, mi sto preoccupando da morire!
Ti è successo qualcosa? A te o a qualcun'altro? -
..non voleva nemmeno mettere in conto la possibilità
che Viggo si fosse pentito di quelle sette parole... avrebbe
*davvero* raggiunto il limite della sofferenza sopportabile
ricevendo una delusione..-Aiutami a capire ti prego!"
il silenzio, un sospiro, e infine Viggo riprese a parlare
"Orli io... ho paura di aver commesso il più
grande errore della mia vita.. L'altra sera quando ti ho
detto quelle cose orribili.. bè.. BIIIIIP "Che
cazz!!!!!Che succede!!!!E' caduta la linea, merda!!!!!!!"
urlò il ragazzo in preda alla rabbia. Riagganciò
la cornetta con forza, senza più controllare la tensione,
i nervi e tutte quelle boiate psicologiche che lo mantenevano
calmo nelle situazioni più agitate. Aveva bisogno
di calmarsi ma sapeva che se Viggo non avesse richiamato
non ci sarebbe riuscito: non aveva mai sentito *così*
forte il bisogno di sentirsi dire qualcosa da qualcuno..ma
i minuti passavano e lui non si rifaceva vivo. Orlando non
sapeva come rintracciarlo, ma anche potendo non l'avrebbe
fatto per colpa della sua dannata insicurezza.. aveva bisogno
di una sigaretta!.. Al diavolo a quando aveva smesso di
fumare e si era messo a mangiarsi le unghie! Il tormento
delle sue mani non poteva certo sostituire l'estasi della
morbida vertigine chiamata nicotina.. Nel cassetto teneva
un pacchetto di Marlboro per i.. casi di emergenza, come
li definiva lui davanti allo sguardo divertito di Viggo
che lo accusava di poca forza di volontà. Con la
sigaretta fra le dita si diresse verso la porta della stanza:
odiava dormire con una nebbia fumosa sopra la testa per
cui voleva sedersi in corridoio e attendere lì la
chiamata..se mai ce ne fosse stata ancora una...
Nel più classico dei film d'amore Viggo si sarebbe
trovato proprio dietro alla porta ad aspettarlo, con il
cellulare in mano e un'espressione impaziente sul volto...
Ma Orlando sapeva bene che la vita non è fatta di
celluloide, e che quella notte non avrebbe interpretato
nessuna scena romantica. Senza aspettarsi nulla uscì
dalla camera... e sedette per ore sulla moquette del corridoio,
a osservare una dopo l'altra le sigarette consumarsi.. le
braci fra le dita non servivano a scaldare il suo cuore
ma almeno gli distendevano i nervi. Quella notte passò
silenziosa e nessun trillo di telefono giunse a importunarla.
I giorni seguenti furono un incubo: Orlando era teso e sempre
incazzato, e anche se questo faceva la gioia del regista,
che trovava la sua interpretazione rabbiosa e passionale
davvero perfetta per il ruolo di Paride... beh non faceva
la *sua* gioia...
Finalmente le riprese terminarono, e Orlando salutò
senza rimpianti quella triste e bellissima città
dal cielo sempre in lacrime.
[<=
Cap 1] [Cap
3 =>]
[Home] [FanFictions]