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Il tuo corpo mai
By Caia

Viggo/Orlando - Slash
Angst/Romance (Drammatico/Sentimentale)
Rating:
Per tutti, comunque varia a seconda dei capitoli
Riassunto e Disclaimer nel primo capitolo

Capitolo 2
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Erano passate ore... La pioggia era calata, aumentata e di nuovo calata, la canzone era finita e altre cento avevano infranto il silenzio dell'abitacolo... La mano di Orlando era scivolata sul sedile, con la pistola ancora stretta fra le dita: non aveva sparato. Non sapeva cosa gli era preso e non capiva come fosse arrivato fino a quel punto. Amava Viggo disperatamente, e proprio per questo motivo non poteva essere così egoista da andarsene lasciandogli mille eterni rimorsi... Oltretutto non era da lui farlo in modo così melodrammatico! "Addio Meleth"??? Ma come gli era saltato in mente! Non stava mica davanti alla macchina da presa! Finalmente spense la radio, mise in moto e si avviò verso l'albergo: tutto ciò che desiderava era una doccia bollente e un sonno senza sogni.
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Il suo corpo scolpito e muscoloso, intorpidito dal calore dell'acqua, era mollemente adagiato sul soffice letto della suite... I morbidi capelli ondulati ancora gocciolavano formando pozzanghere e macchie umide sulle lenzuola.. ma a lui non importava, voleva solo godersi quel momento di pace assoluta. Un trillo interruppe l'atmosfera: "E ti pareva" si disse a mezza voce.. Sollevò la cornetta e il portiere di notte gli passò una chiamata "Chi parla?" "Orli sono io" ... gli si mozzò il respiro! ...quanto gli era mancata quella voce roca e sensuale... gli pareva quasi di vedere le sue labbra sottili, la barbetta incolta, la dentatura candida "Amor...ehm..Viggo!!!!!!!!! Che succede??" ..cercava di trattenere le lacrime che premevano sotto le palpebre.. provava un misto di gioia, speranza, paura, dolore: non voleva illudersi perchè sentiva che non avrebbe retto un'altra lama nel cuore "Orli io.. non lo so... io.." l'uomo si mise a piangere sommessamente, e poi sempre più forte mentre il ragazzo sconcertato tremava con la cornetta in mano "Viggo parla, mi sto preoccupando da morire! Ti è successo qualcosa? A te o a qualcun'altro? - ..non voleva nemmeno mettere in conto la possibilità che Viggo si fosse pentito di quelle sette parole... avrebbe *davvero* raggiunto il limite della sofferenza sopportabile ricevendo una delusione..-Aiutami a capire ti prego!" il silenzio, un sospiro, e infine Viggo riprese a parlare "Orli io... ho paura di aver commesso il più grande errore della mia vita.. L'altra sera quando ti ho detto quelle cose orribili.. bè.. BIIIIIP "Che cazz!!!!!Che succede!!!!E' caduta la linea, merda!!!!!!!" urlò il ragazzo in preda alla rabbia. Riagganciò la cornetta con forza, senza più controllare la tensione, i nervi e tutte quelle boiate psicologiche che lo mantenevano calmo nelle situazioni più agitate. Aveva bisogno di calmarsi ma sapeva che se Viggo non avesse richiamato non ci sarebbe riuscito: non aveva mai sentito *così* forte il bisogno di sentirsi dire qualcosa da qualcuno..ma i minuti passavano e lui non si rifaceva vivo. Orlando non sapeva come rintracciarlo, ma anche potendo non l'avrebbe fatto per colpa della sua dannata insicurezza.. aveva bisogno di una sigaretta!.. Al diavolo a quando aveva smesso di fumare e si era messo a mangiarsi le unghie! Il tormento delle sue mani non poteva certo sostituire l'estasi della morbida vertigine chiamata nicotina.. Nel cassetto teneva un pacchetto di Marlboro per i.. casi di emergenza, come li definiva lui davanti allo sguardo divertito di Viggo che lo accusava di poca forza di volontà. Con la sigaretta fra le dita si diresse verso la porta della stanza: odiava dormire con una nebbia fumosa sopra la testa per cui voleva sedersi in corridoio e attendere lì la chiamata..se mai ce ne fosse stata ancora una...
Nel più classico dei film d'amore Viggo si sarebbe trovato proprio dietro alla porta ad aspettarlo, con il cellulare in mano e un'espressione impaziente sul volto... Ma Orlando sapeva bene che la vita non è fatta di celluloide, e che quella notte non avrebbe interpretato nessuna scena romantica. Senza aspettarsi nulla uscì dalla camera... e sedette per ore sulla moquette del corridoio, a osservare una dopo l'altra le sigarette consumarsi.. le braci fra le dita non servivano a scaldare il suo cuore ma almeno gli distendevano i nervi. Quella notte passò silenziosa e nessun trillo di telefono giunse a importunarla.
I giorni seguenti furono un incubo: Orlando era teso e sempre incazzato, e anche se questo faceva la gioia del regista, che trovava la sua interpretazione rabbiosa e passionale davvero perfetta per il ruolo di Paride... beh non faceva la *sua* gioia...
Finalmente le riprese terminarono, e Orlando salutò senza rimpianti quella triste e bellissima città dal cielo sempre in lacrime.


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