Prosopa - Maschere
By Raffie
Viggo/Orlando Slash
Angst-Romance (Drammatico- sentimentale)
Rating: varia a seconda dei capitoli, NC17 verso
gli ultimi
FeedBack: siii /me prega *.* a raffie@email.it
Disclaimer e riassunto: Nel primo capitolo
Capitolo 2
~
Il mattino arrivò uguale a tutti gli altri, anche
se per lui nulla era più come prima. Era sveglio
da un po' ma non aveva intenzione di muoversi, rannicchiato
sotto le coperte nel buio della sua stanza. Non voleva alzarsi,
non voleva aprire le tende e vedere la luce, non voleva
vedere lui.
La testa gli girava terribilmente e sentiva un senso di
nausea pazzesco, senza contare che cominciava a sentire
il dolore alla mano e quasi non si ricordava il perché.
Certo era che doveva scuotersi da questa apatia, era lì
per lavorare, non per piangersi addosso sdraiato su un letto.
Per fortuna che era domenica, altrimenti in che condizioni
avrebbe cominciato il suo primo giorno di riprese? Richiuse
gli occhi ed era sul punto di piangere di nuovo, quando
gli venne in mente che questo film era molto importante,
e che lui avrebbe dovuto dare il meglio di sé per
dimostrare quanto valeva, e che avrebbe dovuto fare tutto
questo da solo, con Viggo e Sean così vicini dopo
quello che aveva visto. Piano si alzò dal letto,
e si rese conto che si era addormentato ancora vestito,
con i suoi jeans e una maglietta nera tutta stropicciata,
mentre si dirigeva verso il bagno per medicarsi. Quello
che vide nello specchio lo spaventò, aveva due occhiaie
paurose e gli occhi davvero troppo rossi, i capelli spettinati
che gli cadevano sul volto. Cominciò a fasciarsi
la mano, ma non riusciva da solo dannazione, e la rabbia
che stava cercando di reprimere scoppiò tutto d'un
colpo quando gli cadde il flaconcino del disinfettante per
terra, e si mise ad urlare calciandolo. Fu interrotto da
dei colpi alla porta.
"Orli!? Orli va tutto bene??"
:: Eccolo qui. Sean. Come se nulla fosse viene a bussare
alla mia porta, un bel sorriso pulito e pigliamo per il
culo Orli vero? Tanto Orli è l'ingenuo, che non si
arrabbia mai... Certo. ::
Non aveva alcuna intenzione di aprire. Si era fermato quasi
trattenendo il respiro per non farsi sentire, ma Sean insisteva.
"Orli, dai apri la porta, ti ho sentito urlare non
fare lo scemo..."
:: Ok. Vuoi giocare? Allora giochiamo "amico".
Vediamo fino a dove arrivi, sono davvero curioso di sapere
fino a quanto mi mentirai. ::
"Ey ciao Sean, ero in bagno". Cercava di essere
naturale, ma la tensione si tagliava col coltello, era un
bravo attore, ma quando provava rabbia verso qualcuno si
sentiva, non riusciva a trattenersi, era come se fuoriuscisse
da lui senza poterla comandare.
"Orli, va tutto bene? Che hai fatto alla mano?! Vieni
che ti aiuto"
:: Non mi guardi negli occhi eh? ::
"Grazie, *amico*" Era più forte di lui,
aveva sottolineato quella parola come a volergli tirare
una frecciatina, ma si morse la lingua. Non doveva scoprirsi,
non ancora. Sorrise...
"Non riuscivo proprio a fasciarmi da solo, ho fatto
un altro danno, ieri ero un po' ubriaco e mi sono tagliato
con la bottiglia della birra..."
"No cambierai mai Orli" rise piano Sean.
:: Tu si invece, a quanto pare... ::
Con un tono del tutto casuale proseguì: "e la
vostra serata invece com'è andata? Avete mangiato
bene?"
Sean sorrise nervoso, mentre fasciava la mano di Orli, e
se Orlando non avesse visto coi suoi occhi quella notte
non si sarebbe mai accorto di quella strana espressione,
ma ora ovviamente notava tutto e anche di più.
"Mah, sì nulla di speciale, Viggo mi ha parlato
di quella cosa e poi siamo tornati subito in albergo, te
l'ho detto che eravamo molto stanchi..."
:: Ma non *così* stanchi evidentemente, vero Sean?
::
Rise, fingendo, e lanciò lì la battuta "Stanchi
eh? Mi sa che entrambi cominciate ad invecchiare troppo
eh Sean? Fareste proprio una bella coppia!!" Lo guardò.
Sean ora era chiaramente in'imbarazzo e fece una risatina
nervosa "ma che dici Orli..."
"Bè non mi dire che non ci hai mai fatto un
pensierino sopra amico! Voglio dire, io impazzisco solo
a pensarci, non posso credere che il suo fascino non ti
dica nulla..."
Sean continuava a ridacchiare "Ma no Orli, lo sai che
anche se mi attirano gli uomini io preferisco comunque le
donne" "Bè, però come ti attirano
gli uomini, ti attira cmq anche lui, dì la verità!"
Cercava di tenere la discussione sullo scherzo, per non
fare sospettare a Sean che aveva visto tutto. Ma la rabbia
stava salendo inesorabile, come poteve Sean continuare a
negare comunque, anche in questa situazione?? "Ma no
Orlando, come ti vengono in mente certe cose, andiamo. Viggo
non mi piace! Adesso fammi finire con questa fasciatura,
che poi ti cambi e andiamo giù a fare colazione con
gli altri".
---
Si erano trovati tutti a fare colazione, anche se Viggo
non c'era. Orlando non aveva la minima voglia di parlare
con Sean, ma non voleva farsene accorgere troppo. Così
quando Eric gli chiese di accompagnarlo a comprare le sigarette
e prendere un po' d'aria, accettò immediatamente.
Gli aveva detto che sarebbe andato a cambiarsi, per cui
lo stava aspettando nella hall, proprio davanti alla sala
della colazione, dove vedeva Sean da lontando che mangiava.
Il rumore dell'ascensore lo destò dai suoi pensieri
un'altra volta... odiava quel rumore, ormai, e se pensava
che avrebbe dovuto sentirlo per tutto il tempo in questo
dannato albergo... :: Viggo!::
Per un attimo quasi non lo stava salutando, mentre Viggo
con un'espressione imperturbabile stava passando davanti
a lui. Poi prese fiato e cercando di sembrare tranquillo
"Ciao Viggo..."
Viggo lo salutò con la mano "'giorno, Orlando"
e passò dritto. Orli abbassò lo sguardo al
pavimento una volta che Viggo gli aveva dato le spalle,
non dovendo più recitare. :: Ho un aspetto terribile,
spero solo che non si sia accort... perché Viggo
si è fermato?!::
Viggo si era fermato per un attimo, e stava tornando indietro,
come se ci avesse pensato su e avesse poi deciso così.
"Orlando, cos'hai fatto alla mano?"
Orli quasi non ebbe il coraggio di alzare lo sguardo, aveva
paura di leggere negli occhi di Viggo un'espressione scocciata,
qualcosa che gli dicesse che quello che stava pensando era
"stupido ragazzino che non ne fa mai una giusta...".
Si guardò la mano fasciata e rispose "Oh nulla
Vig, mi si è rotta una bottiglia, ma non mi fa male..."
Prese fiato e fece quasi per alzare lo sguardo, quando dopo
aver detto "comunque... grazie per avermelo chiesto"
ci fu un soffocante momento di silenzio. Ma Viggo non andava
via, era ancora lì. Non lo stava ignorando... ma
lui ancora non aveva ancora avuto il coraggio di parlargli,
né di fare altro. In quel preciso momento il maledetto
ascensore si fece sentire di nuovo.
"Ey Orli, sono pronto, andiamo? Ah salve Viggo"
:: No Eric, dannazione! ::
In quel momento Orli ebbe il coraggio di guardare negli
occhi Viggo, e lo vide, vide quello sguardo che temeva,
uno sguardo di... disapprovazione? Rabbia?
Viggo velocemente si allontanò "Ciao ragazzi,
allora buona domenica. Io vado, Sean mi aspetta"
Aveva guardato Orli mentre pronunciava l'ultima frase, e
lui non aveva nemmeno avuto il tempo di dirgli che lui ed
Eric stavano solo andando a comprare le sigarette, e che
sarebbero tornati, che Viggo era già quasi arrivato
alla sala della colazione.
Orli era rosso dalla rabbia. Per quale strana ragione si
comportava così? Cosa credeva, che fosse di pietra,
indistruttibile?? :: Va bene, allora visto che Orli ride
sempre, Orli non è capace di soffrire!! Non pensava
minimamente a come poteva sentirsi...:: Ma mentre si incamminava
fuori con le mani in tasca assieme ad Eric, si rese conto.
No, non pensava minimamente a come poteva sentirsi, perché
lui gliel'aveva sempre nascosto, per non essere un peso,
per non stargli addosso, per non farlo sentire in colpa,
e forse anche per poterlo avere come amico, per averlo accanto,
senza paura che lui fuggisse. Lui era quello lasciato, e
lui era quello che si era preoccupato di mantenere l'amicizia,
di non essere di troppo, di cancellare all'amico i sensi
di colpa. E questo aveva significato chiudere e sigillare
il suo cuore, e fare finta di essere passato oltre e di
avere dimenticato.
:: Lo so che pensi che non ti amo più Viggo... così
ti ho detto e fatto credere... Ma se ti sento ancora scoppiare
nel mio cuore, dov'è il senso di tutto questo? Ma
ho promesso a me stesso di renderti la vita facile, e continuerò
così. Del resto, adesso hai Sean... Meglio quindi
che tu sia felice ignorandomi, che sapere che stai male
per me solo perché non puoi amarmi più...
Vorrei solo che non mi odiassi... Senza sapere il perché...
::
Eric piombò nei suoi pensieri: "Orlando, è
da quando siamo usciti che sei in silenzio a guardarti i
piedi... mmmhh senti non ci conosciamo molto bene, ma se
c'è qualcosa che ti crea problemi voglio dire puoi
sempre parlarmene eh... ovviamente se sono troppo invadente
scusami..."
Orlando tirò fuori uno dei suoi più sinceri
sorrisi, anche se non si conoscevano bene gli faceva piacere
che qualcuno si interessasse a lui... "Grazie Eric,
non sei affatto invadente... ma non ho nulla, davvero, scusami
ma sono solo un po' stanco"
"Mmmh Orlando, non me la racconti giusta, ma non voglio
farmi gli affari tuoi..." Poi ci ripensò "Comunque,
mi spiace di aver interrotto il discorso col tuo amico...
a saperlo ci mettevo più tempo a cambiarmi... mi
sembrava molto arrabbiato quando si è accorto che
saremmo andati via assieme..." Ridacchiò guardandolo
con la coda dell'occhio, aspettando una reazione, convinto
di aver centrato il bersaglio.
Orli sussultò :: Arrabbiato? Arrabbiato perché
stavo andando via con Eric? ::
"Di cosa stai parlando Eric?" fece serio. L'altro
rispose sempre ridacchiando un po' "Andiamo, si vede
lontano un miglio che avrebbe voluto stare solo con te,
gli si leggeva in faccia... e poi sono arrivato io, e ci
ha guardato malissimo..."
:: Sì, è vero, stamattina Viggo non mi ha
ignorato, mi ha parlato, l'ho sentito per un attimo così
vicino... Ma... :: Gli tornò alla mente Sean, e non
fu per nulla lucido, la rabbia bruciava ancora troppo. ::
Non illuderti cretino... ::
"No Eric ti sbagli" sorrise cercando di dimostrare
indifferenza e calma. "Viggo ha già una storia."
Eric si voltò "Oh, dai, è qualcuna che
conosco? Qualche attrice del cast?"
:: attore, vorrai dire... :: "No non credo che tu la
conosca Eric... ah, ecco il negozio, andiamo"
---
"No grazie Sean, vado a riposarmi, domani sarà
una giornata pesante. No, resto in camera a dormire. Ciao,
sì, ciao"
Riappoggiò il telefono con un gesto rabbioso, era
terribile doversi trattenere come se nulla fosse quando
tutto quello che voleva fare era sputargli in faccia la
verità e urlargli che aveva visto tutto. Era tardo
pomeriggio, con Viggo non si era più incontrato,
e non voleva accettare l'invito di Sean perché aveva
paura di doverli vedere ancora uno accanto all'altro. Anche
se in questo modo si sentiva stupido e vigliacco, e li lasciava
liberi di starsene tranquillamente da soli mentre l'unica
cosa che faceva era quella di scappare. Ma del resto, non
era lui che voleva che Viggo fosse felice? E allora non
doveva stargli tra i piedi. Non doveva essere di troppo.
Si lanciò di peso sul letto e strinse a sé
il cuscino, e impugnò il cellulare. Rimase a fissare
il numero di Elijah illuminato sullo schermo e fece quasi
per schiacciare invio. :: No, mi ucciderà se gli
dico come mi sono ridotto di nuovo... e come cavolo faccio
a dirgli di Sean? Lo chiamerò domani... :: Col pollice
giocherellò con i tasti del suo cellulare fino a
che non incontrò il numero di Johnny. Fece un sorriso,
e si immaginò la voce del suo collega sul set di
Pirates "ragazzo, ascoltami bene... quando rivedrai
questo tuo amico devi prenderlo e fartelo fino a che non
vi salteranno gli occhi fuori dalle orbite! Al diavolo tutte
le tue menate sul non essere un peso, andiamo!!" Eh,
magari avrebbe dovuto farlo davvero. Avrebbe dovuto ascoltarlo...
ecco cosa si ottiene a giocare pulito, a pensare agli altri,
a volere il bene di Viggo. Se fosse stato stronzo, avrebbe
fatto di tutto per farlo sentire il colpa, per riprenderselo,
per sedurlo ancora una volta. Se fosse stato davvero *furbo*
semai, lo avrebbe preso e sbattuto anche lì su quel
dannato tavolino del bar, e gli avrebbe fatto sentire com'era
quando erano una cosa sola!!!! E avrebbe preso Sean, e gliel'avrebbe
cantate, l'avrebbe preso a pugni fino a che non gli fosse
saltata la testa...
Basta, era troppo incazzato, che quasi non ci vedeva più
dalla rabbia. Era arrivata quasi la sera, e decise che non
voleva più trattenersi. Corse per il corridoio e
bussò alla camera di Sean, e decise che non gli sarebbe
importato affatto se avesse trovato Viggo lì dentro.
"Sean, apri la porta!!!!"
"Che hai da urlare Orli?! Dammi il tempo no?"
"Dov'è lui?" Gli disse secco in faccia.
Sean lo guardava con aria stranita "ma di chi parli
Orli? Hai bevuto?"
"Ascoltami bene. Ora mi fai entrare e parliamo con
calma, perché io sono calmo CALMO mi vedi?!"
"Orli, hai bevuto sicuramente eh... ora calmati *sul
serio* e dimmi che cavolo..."
Erano dentro, Orlando si guardava intorno cercando tracce
della presenza di Viggo, ma non ne vide. In ogni modo si
calmò un pochetto, doveva restare lucido, per dirgli
in faccia tutto quello che pensava. "Vi ho visti stanotte
Sean. Ho visto tu e Viggo avvinghiati che vi sbattevate
sulla porta prima di fare non voglio sapere cose nella tua
camera. Fino a che punto arriverai, eh Sean, a mentirmi?
Dimmi ancora in faccia, adesso, che Viggo non ti interessa.
Dimmelo Sean. Sono qui."
Sean abbassò gli occhi è restò in silenzio,
fino a che sussurrò " Mi spiace Orli... io volevo
dirtelo ma..."
"Tu VOLEVI? Tu volevi cosa? Da quanto tempo eh Sean?
Da quanto me lo stai facendo alle spalle? Da quanto mi stai
ascoltando mentre ti parlo di lui, da quando mi prometti
di aiutarmi, da dentro al suo letto?!"
Sean fece per parlare di nuovo, ma Orli lo fermò,
e parlò con più di calma "Non voglio
sentire nulla Sean, non lo voglio nemmeno sapere. Non ti
avrei mai impedito di stare con Viggo, lo sai. Non stiamo
più assieme e non sono davvero il tipo da negare
la felicità a due amici per i propri capricci. Ma
*avresti dovuto dirmelo* Sean. Essere sincero. Tu eri forse
l'unico a sapere quanto ancora volesse dire per me. Mi sarei
messo il cuore in pace. E avrei ancora un amico."
"Ti saresti incazzato Orli, saresti stato male..."
"Ah, certo Sean, ottima arringa di difesa. E adesso
come credi che sto? Sei solo un vigliacco Sean, che ha preferito
fare le cose comode, invece che affrontarmi, invece che
dirmi la verità. Mi bastava solo quella. Avresti
solo dovuto dirmelo"
Sean restava in silenzio.
Orli aveva fatto l'ultimo discorso cercando di tenersi calmo,
ma non ci riusciva. Si spostò e tirò con entrambi
le mani due pugni contro il muro. Poi lasciò andare
un lungo respiro, come se fosse di nuovo calmo. "Ora
ascoltami bene Sean. Non voglio che tu dica nulla a Viggo,
mai. Me lo devi fare almeno questo. Non voglio che sappia
come stavo e quello che provo per lui. Non voglio che si
senta in colpa per quello che sta facendo con te. Se deve
essere felice, allora che lo sia, non mi avrà tra
le palle" Agitava le mani con nervosismo, cercando
di rifasciarsi quella destra che aveva ripreso a sanguinare
un pochetto.
"Orli, io..." "No, promettimelo Sean. Per
quello che vale la tua parola, promettimelo ancora questa
volta". Lo guardava fisso negli occhi. "Daccordo
Orli... senti, io voglio solo dirti che..."
"Non voglio sentire nulla Sean. Facciamo finta di nulla.
Non voglio fare scenate, né tanto meno odiarti. Dobbiamo
fare un film, e non fotterò anche la mia carriera.
Siamo qui, in ballo, e faremo le persone serie, come qualunque
altro membro del cast, e io farò bene attenzione
a non camminare sulla strada di Viggo. Voglio solo che sia
felice, *io*."
"Orli..."
"Ci vediamo Bean. A più tardi".
Si voltò velocemente e prese la porta con mani tremanti,
fingendo freddezza e indifferenza. Perché gli voleva
ancora bene, dopo tutto? Era solo un dannato stupido. Combatteva
per cacciare dentro quelle dannate lacrime, e aprendo la
porta di scatto si bloccò di colpo e gli si ghiacciò
il sangue nelle vene, quando davanti si trovò Viggo
con il braccio alzato come se stesse per bussare, con un'espressione...
strana.
"Viggo!"
.....
[<=
Cap 1] [Cap
3 =>]
[Home] [FanFictions]