Fidarsi o non fidarsi?
By Viola
Orlando/Lisa (personaggio inventato)
Romance
Rating: PG13, varia a seconda dei capitoli.
Feedback: A Viola
Disclaimer: La storia da me raccontata è
frutto della mia fantasia, non è mia intenzione mancare
di rispetto a Orlando Bloom né a tutti gli altri
protagonisti che si comportano ed hanno reazioni guidate
SOLO ed UNICAMENTE dalla mia testolina. L'ho scritta per
divertimento, consiglio la lettura ad un pubblico maturo,
sia per le parolacce che talvolta uso e per i riferimenti
al sesso (anche se non saranno mai troppo espliciti) che
credo di inserire, di cui via via vi avvertirò.
In questo primo capitolo troverete una scena un pò
estrema, ma mi serviva per creare una certa situazione.
Non fatevi fuorviare dal primo impatto. Spero che vi divertirete,
Baci Viola
Cap 1
Le cose non stavano andando affatto bene, Lisa era frustrata,
era mai possibile che la più grande occasione della
sua vita si stesse trasformando in un vero e proprio incubo?
Da quando la Buena Vista l’aveva ingaggiata nel team
dei costumisti del seguito de I pirati dei Caraibi era stato
tutto un susseguirsi di situazioni catastrofiche.
Tutto era iniziato quando per una serie di circostanze disgraziate
aveva finito con il perdere l’aereo e quindi arrivare
in ritardo di un giorno sul set, minando seriamente la sua
credibilità professionale. Appena arrivata aveva
avuto un’estenuante seduta prova costume con Keira
Knightley, che si era rivelata una ragazzina isterica ossessionata
dal peso corporeo e da come sarebbe risultata in video,
che aveva contestato ogni costume indossato.
Aveva poi avuto a che fare con Jhonny Depp che era quello
più simpatico di tutti a parte quando non alzava
il gomito, perché diventava eccessivamente spiritoso
e si metteva a fare le peggio schifezze e scherzi pesanti.
Con Orlando Bloom non andava meglio, era cordiale, era gentile,
ma estremamente distaccato a volte se il costume non gli
calzava a pennello, si lamentava e lo faceva sempre e solo
con lei, da un paio di giorni poi era diventato intrattabile
peggio di Keira Knightley, che comunque restava il peggiore
incubo di tutti i costumisti.
Per fortuna, con i comprimari non c’erano tutti questi
problemi e le cose erano decisamente più facili.
Stava appunto riflettendo su tutto questo mentre finiva
di cucire una casacca, quando irruppe la capo costumista.
- Lisaaaaa, veloce, prendi le camice di riserva di Bloom
e fila alla sua roulotte, ne ha lacerata una durante una
scena di combattimento e si sono fermati tutti, devi portargli
il ricambio ed eseguire le correzioni alla ben meglio e
molto velocemente!–
- Io? Non è meglio se ci và Peter?-
- No, Bloom ha detto che vuole te.-
- Me? Ma bene!! Sarà di pessimo umore e OVVIAMENTE
vuole il suo capro espiatorio preferito! –
- Su, su, poche chiacchiere inutili prendi le camice e fila
via!-
Mugugnando Lisa afferrò le camice e si diresse a
passo svelto verso il set, non fece in tempo ad arrivare
che fù bloccata da Keira
- Questo vestito mi ingrassa e poi il rosa pallido non mi
dona, per non parlare del corsetto, quello si che mi ingrassa
sembro una balena dovete fare qualcosa! –
Io questa l’ammazzo e poi nascondo il cadavere, peserà
si e no trenta chili, ma come diavolo fa a vedersi grassa?
Accidenti a lei e a tutte le sue fisime!
Pensò esasperata Lisa, ma sfoderò un sorriso
a trentadue denti e rispose:
- Ma no che non ti ingrassa sei una favola, ce l’avessi
io il tuo fisico. Manco morta vorrei essere uno scheletro
come te. Comunque domani fai un salto in sartoria e vediamo
se c’è qualcosa che ti può andar meglio.-
-Menomale che ci sei tu, sei sempre così carina e
disponibile Lisa, altrimenti non so che farei.-
Perché non sai che ti farei io brutto manico di scopa
lagnoso!
- Ma figurati Keira, il mio lavoro consiste nel farvi sentire
a vostro agio nei vostri abiti di scena.-
Mamma mia come mi tocca essere ruffiana!
- Stai andando da Orlando vero?-
- Si, e sono anche piuttosto di fretta.-
- Fai attenzione è particolarmente irritabile oggi.-
Le disse Keira sottovoce con tono confidenziale
-Non so se ne sei al corrente ma un paio di giorni fa ha
saputo dai giornali che la sua ragazza se la fa con un altro
e oggi ne ha avuta la conferma.-
Benissimo posso anche prepararmi spiritualmente, come minimo
mi toccherà la morte per decapitazione dentro quella
roulotte!
- Ma dai dici davvero Keira? Mi dispiace per lui comunque
non sono cose che mi riguardano, scusami ma devo scappare
ci vediamo domani in sartoria.-
Lisa arrivò davanti alla roulotte di Orlando e bussò
discretamente.
- AVANTI! –
- Salve sono venuta per..-
Non fece in tempo a finire perché lui era impegnato
in una conversazione telefonica al cellulare e con un gesto
le intimò il silenzio e le fece segno di sedersi,
mentre lui restò in piedi passeggiando nervosamente
da un lato all’altro della roulotte. Lisa notò
che era piuttosto buffo vestito da pirata con il telefono
in mano e notò anche che la sua camicia era letteralmente
a brandelli, ma i suoi pensieri furono interrotti dal tono
alterato di Orlando che stava letteralmente urlando al cellulare.
- E’ una troia, anzi mi correggo è una grandissima
troia, e delle scuse di una così non me ne faccio
un cazzo!-
Bonjour finesse!!!
Pensò Lisa che non l’aveva mai sentito dire
parolacce.
- Sai quante ne trovo io, di donne come lei? Ne trovo quante
ne voglio, che pensava eh? Che poteva scoparsi chi le pare
e poi tornare con me per farsi pubblicità sui rotocalchi?
Pensa che io sia un idiota? Un imbecille qualsiasi che si
fa prendere per il culo, senza battere ciglio? Dille che
vada a farsi fottere, per me lei è carne morta, non
esiste più, capito? NON ESISTE PIU’! –
Orlando troncò la conversazione e si voltò
verso Lisa, le puntò addosso due occhi freddi e letteralmente
inferociti, tanto che Lisa si sentì suo malgrado
intimidita.
- Che fai ascolti le mie conversazioni private sarta?-
- Veramente io ho bussato tu mi hai fatto entrare e sedere
e non ..-
- Vuoi sapere i cazzi miei per telefonare a qualche giornale
per farci dei soldi?-
- Ma che dici? Io sono una professionista ho firmato un
contratto dove è espressamente indicato che sono
diffidata dal divulgare qualsiasi informazione sul film
e su gli attori e che se ...-
- Siete tutte uguali, tutte pronte a dare via il culo per
il vostro interesse.-
A Lisa salì il sangue alla testa era stufa di tutti
quei discorsi senza senso e soprattutto non aveva intenzione
di fargli da valvola di sfogo quindi dimenticando la sua
proverbiale diplomazia si alzò e gli rispose per
le rime.
- Se pensi che stia qui a farmi insultare da te ti sbagli
di grosso, mi hai fatto entrare tu, io non ho mai voluto
origliare e tu lo sai benissimo, mi dispiace se ti sei scoperto
cornuto, ma si da il caso che io non centri una mazza, queste
sono le tue camice spero che tra loro ce ne sia una che
ti vada bene, altrimenti dovrai arrangiarti, perché
io non resterò qui un minuto di più!-
Fece per andarsene ma lui la prese per un braccio sempre
più furibondo.
- Tu non vai proprio da nessuna parte fino a che IO non
ti darò il permesso chiaro?-
Lisa si girò di scatto, e guardandolo diritto negli
occhi gli disse
- Se pensi di farmi paura ti sbagli di grosso signor Bloom,
sarai anche un’attore sarai famoso, ma sei la persona
più maleducata e irrispettosa che abbia mai conosciuto,
non sei il mio padrone e non hai alcun diritto di darmi
ordini come se fossi la tua cameriera personale, e non mettermi
mai più le mani a dosso, potresti pentirtene amaramente!
–
Orlando la fissava con gli occhi ridotti a due fessure e
non mollava la presa, ma non sembrava affatto intimidito
ne tanto meno incline ad una tregua.
- Forse la sartina si è risentita perché non
l’ho toccata nella maniera giusta.- Così le
lasciò il bracciò e molto lentamente spostò
la sua mano verso il seno di lei, senza smettere di fissarla
con aria di sfida, ma Lisa che aveva intuito le sue intenzioni
non ci vide più e gli sferrò un calcio nelle
parti basse, dopo di che senza nemmeno voltarsi, scappò
via.
Passò davanti alla sartoria come un fulmine e si
diresse verso il suo alloggio nel bungalow.
Peter, un altro costumista con cui aveva molto legato in
quelle due settimane di lavoro, l’aveva vista e si
era reso conto che c’era qualcosa che non andava quindi
la raggiunse, la trovò seduta sul letto di fianco
ad una valigia quasi piena.
- Lisa che diavolo stai facendo?-
- Faccio la valigia Peter , la mia “ folgorante carriera”
di costumista si è conclusa oggi, vedrai a momenti
arriverà il ,nostro capo che mi caccerà in
malo modo!-
- Ma che dici Lisa, che è successo?-
Lisa si voltò e Peter si rese conto che aveva il
volto tirato e lo sguardo tra il disperato e il furioso.
- Ho tirato un calcio nelle palle a Orlando!- Ammise lei
tutto di un fiato
- COSA? Ho capito bene? Stiamo parlando di QUELL’Orlando?-
- Si, si, proprio lui, mister Orlando insopportabile cafone
Bloom!-
- Ma sei Matta? Oddio l’hai rovinato, me lo hai castrato!-
- Peter mi ha messo le mani a dosso e se non lo avessi fermato
….-
-Ti ha messo le mani a dosso in che senso?-
- Santo Dio Peter in quel senso !- Rispose Lisa al colmo
della frustrazione
- Me le mettesse le mani addosso a me!!! Io non protesterei
di certo!-
- Peter!!! Non ho voglia di scherzare!-
- Stavo solo cercando di sdrammatizzare baby-
- Si lo sò ma la frittata è fatta, sono sicura
che domani mattina mi avranno belle che rispedita a Los
Angeles su primo volo, tu faresti meglio a tornare al lavoro
o ne subirai le conseguenze.-
- Mi dispiace davvero Lisa, spero che tutto si possa risolvere
per il meglio- Disse Peter baciandola su una guancia e concluse
dicendo
– Chi l’avrebbe mai detto? Hanno sempre dipinto
gli inglesi freddini e controllati, questo è un eccezione!-
Lisa rise suo malgrado e lo guardò allontanarsi.
Erano passate tre ore dal fatto e ancora nessuno si era
presentato per cacciarla, Lisa era perplessa, ma anche molto
tesa si sentiva un po’ come un condannato in attesa
della sentenza e sinceramente non vedeva l’ora che
tutto fosse finito, ma passarono altre quattro ore e nessuno
si fece vivo.
Era ormai notte e Lisa era stanchissima anche per lo stress
emotivo causato dalla spasmodica attesa e decise di andarsene
a letto dopo aver fatto un lungo bagno caldo.
Si alzò prestissimo come se dovesse presentarsi al
lavoro, in effetti non sapeva che fare né che pensare,
stava spazzolandosi i capelli quando qualcuno bussò
alla sua porta, si bloccò di scatto e pensò
Eccoci sono arrivati, forza e coraggio tra poco sarà
tutto finito!
Si diresse alla porta e senza pensarci due volte aprì.
Si trovò davanti Orlando con le mani sprofondate
nelle tasche dei suoi jeans, visibilmente imbarazzato che
appena la vide fece un passo indietro e mise le mani avanti
a mò di protezione
- Niente calci per favore, sono venuto in pace-
Lisa fece per dire qualcosa ma rimase a bocca aperta senza
emettere suoni, visibilmente sorpresa.
- Devo dire che ieri dopo che te ne sei andata sono rimasto
qualche minuto in apnea dal dolore, ma mi è servito
per rendermi conto che mi sono comportato in maniera inqualificabile-
Orlando ondeggiava da una gamba all’altra massaggiandosi
la testa con una mano e guardando in basso.
- Devo dire che è la prima volta che mi comporto
così e non ne vado fiero, ero fuori di me, sò
di non avere giustificazioni, ma mi vergogno per quello
che ho fatto e vorrei scusarmi, vorrei non averlo fatto
e vorrei se è possibile rimediare, solitamente sono
una persona seria specialmente sul lavoro. Naturalmente
con la capo costumista ho messo a posto tutto io, le ho
detto che ti sei sentita poco bene e che sei dovuta andare
via di corsa, quindi non temere è tutto tranquillo.-
Lisa lo guardava come se non l’avesse mai visto prima,
ma chi era quello il gemello buono di Orlando?
- Io non so che dire, posso capire la tua rabbia e la tua
frustrazione, però diciamocelo chiaramente, sei stato
veramente uno stronzo. Devo però riconoscere che
hai avuto le palle di venire qui e scusarti e siccome a
questo lavoro ci tengo moltissimo credo che per questa volta
farò un sforzo enorme e ti perdonerò, però
non mi mancare mai più di rispetto perché
io sono qui per lavorare e per coronare un mio sogno che
ho sempre inseguito fin da piccola e tu e nessun altro ha
il diritto di infrangere.-
- Pace allora?- Disse Orlando porgendole la mano
- Pace sia!- Rispose Lisa ricambiando la stretta, non senza
una buona dose di scetticismo.
CONTINUA ....
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